Perché l'uso del concetto di Paideia e di Cultura a 360°

Perché l'uso del concetto di Paideia e di cultura a 360°

Dall'iniziale esaltazione dell'aretè, ovvero il culto del coraggio, della valenza fisica e dell'astuzia, gli uomini di cultura e i politici greci vennero man mano delineando una più complessa idea di uomo valente. Costui infatti, accanto al coltivare l'àristoi, ossia l'essere prode, doveva curare : << .. Il padroneggiamento della parola ( .. ) qual segno della sovranità della mente .. >>, ( Werner Jaeger, Paideia, Milano II Edizione Bompiani Pensiero Occidentale 2011, RCS Libri S. p. A. ). E' così che il concetto greco di Paideia prese la sua forma definitiva.

Da allora sono passati più di 2000 anni ma la bellezza e il fascino della visione di come quei " grandi " ritenevano dovesse essere l'uomo ideale non solo non è sorpassata ma, stante la decadenza della nostra Società, è quanto mai attuale.

Ed egualmente fondamentale, oggi come allora è la determinazione delle qualità, virtù ed abilità che il soggetto d'elite debba aver maturato. Doti e nozioni che a mio parere possono rilevarsi soltanto cominciando a pubblicizzare e studiare quanto di meglio i ricercatori scientifici e i nostri " geni " abbiano scoperto nei loro studi attorno all'uomo e alla società.

.. Quanto al resto .. E' solo ciccia! ..

domenica 15 ottobre 2017

Sul sonno : prima parte. Chi dorme non piglia pesci


.. In realtà me ne sono ricordata mentre stavo per addormentarmi. Ma ormai era troppo tardi. Mi sembrava di sentire la voce di nonna Luci : “ .. Quando Morfeo arriva non devi resistergli .. “. E chi meglio di me non vuole essere sconfitta subito?

  Da : "AMORE 14 "  di  FEDERICO MOCCIA

a ) Modalità di riposo


Il riposo comporta un allentamento della tensione che si può ottenere allontanandosi dal contesto, distraendosi mentalmente o rilassando la posizione. Quest’ultima è indubbiamente la più importante delle condizioni accennate in quanto lo stare in piedi è più defatigante dello stare a quattro zampe degli animali ma ciò nonostante, se non si è soli, bisogna, o graduare l’entità dello “ sbragamento “ in modo da non offendere i presenti, o, se il bisogno di riposo è impellente, chiedere il permesso di allontanarsi o comunque comportarsi in un modo che non dia adito a riprovazione. Possono esimersi dal mostrare simili attenzioni solo coloro a cui sia riconosciuta una posizione dominante e dai quali quindi non ci si aspetti particolari riguardi, oppure da amici intimi e parenti in momenti informali, come lo può essere lo stare entro le proprie mura domestiche.
Ovviamente il come si cerchi di distendersi dipende dalle circostanze e, spesso, dagli “ ausili “ che si hanno a portata di mano.
La vicinanza di un muro, di un albero o comunque di una qualsiasi superficie dura può, a esempio, consentirci di appoggiarvisi, cosa che permette una qualche decontrazione dei muscoli delle gambe, della schiena e del collo. Stesso risultato anche se circoscritto a livello delle braccia, si può raggiungere mettendo le mani in tasca oppure rilasciando gli avambracci su una qualche superficie.
Pure i muscoli del collo possono provare sollievo allorquando il capo sia rilasciato sopra una superficie dura, oppure sull’avambraccio o sulle mani.
Potendosi sedere invece ci sentiremo così bene da volervi rimanere a lungo e questo in quanto, visto che buona parte della muscolatura viene a poggiare su una superficie di sostegno,  ci si può  distendere.
Ancor meglio poi staremo sdraiandoci a terra, cosa che ci consentirà un rilassamento pressoché completo anche se in verità la cosa è possibile solo se il suolo, quando non si usi il pavimento di casa, sia asciutto, abbia una conformazione pianeggiante e sia preferibilmente inerbito o sabbioso. Se non lo si fa da soli è d’obbligo essere con amici bendisposti a stare all’aria aperta e a prediligere un comportamento informale. In questo caso del resto, a meno che i presenti non decidano di farsi una pennichella, è normale stare coricati sulla pancia con la testa poggiata sulle braccia oppure girati di fianco con una mano che sorregge la testa, in modo da poter partecipare alla discussione del gruppo.
Un modo di riposo particolare è quella adottata da alcune tribù africane e che consta nello stare verticali su una gamba sola mentre l’altra è ripiegata all’interno, come nel caso delle cicogne.
Un’altra forma di pausa è quel tipo di genuflessione che non si fa per devozione e sottomissione alla divinità o all’autorità. E’ il caso di quando si posa a terra un ginocchio in seguito a una caduta, cosa che si fa per riprendersi un pochino. Può capitare invece che tutte e due le ginocchia siano a terra e la cosa, che indica spossatezza, può insorgere  dopo una corsa durissima ma può pure succedere di rimanere a quattro zampe, segno di totale fiaccamento.
Lo stare accovacciati sulle ginocchia con il sedere poggiato sulla parte posteriore delle gambe piegate è un altro modo per prendere un poco di sollievo. Nel caso però che il sedere non tocchi terra e si faccia ricadere il peso del corpo sulle punte dei piedi, cosa che è comune in certe tribù africane, il benessere che se ne può trarre è quasi inesistente mentre va un po’ meglio se il peso del corpo poggia su tutta la pianta dei piedi.
Molto più comoda è la posizione accovacciata in cui le natiche toccano terra e sostengono il corpo ma anche quella dove le gambe sono completamente ripiegate a terra e il peso del corpo è comunque concentrato sulle natiche non scherza.
La posizione del fior di loto “ invece non è affatto facile da farsi, tant’è vero che la sua esecuzione si perfeziona solo dopo parecchio tempo che si pratica yoga.
Altra modalità rilassante è lo stare seduti con le gambe raggomitolate di fianco. E’ una posizione preferita soprattutto dalle donne ed è adottata in situazioni informali come l’essere in spiaggia, sull’erba, sul divano o nel letto.
Può pure accadere che in una riunione un membro si addormenti. Una simile eventualità non è ammessa, sia sul lavoro, sia a scuola, dove ci si aspetta che tutti diano il massimo mentre in occasioni meno impegnative, ovvero fra parenti, a teatro o in una conferenza, è abbastanza tollerata. Certo, può dar adito a battute o risolini ma sino a quando la persona non si metta a russare o non rischi di fare del male a se stesso o agli altri è difficile che venga svegliato.
Un’altra importante forma di riposo è data dagli intervalli, che sostanzialmente constano in un cambiamento di ruolo di varia durata dove ci si ritaglia un momento in cui non si è alla mercé di capireparti arroganti, impiegati più o meno educati e routine esasperanti ma persone che per qualche tempo sfuggono il destino di subalterni e diventano protagonisti. Sia che lo si faccia per prendersi una pausa caffè, sia che si voglia essere al centro dell’attenzione, il nodo centrale della questione sta nel fatto che v’è un naturale bisogno interiore di farsi valere, di far capire che non si è solo un numero ma si ha una personalità ricca e mal valutata. Ovvio che pensandola così si cerchi di far  conoscere la propria vera natura organizzando magari viaggi fantastici, cercando di fare di un hobby una vera e propria professione, volendo diventare i caporioni del proprio gruppo oppure rivoluzionari o indimenticabili amanti.
Non è detto quindi che si tratti di un vero e proprio riposo in quanto il cercare di fare capire le proprie virtù nascoste può costare molta energia a fronte di risultati non proprio eclatanti ma è un qualcosa che sino a quando si riscontra una qualche soddisfazione fa sentire meglio e quindi dà sollievo.

b ) Il sonno vero e proprio


L’unica vera forma di distensione che l’uomo conosca è un buon periodo di sonno, grazie al quale può far riposare il cervello e rilassare il corpo. Non è un caso che una sua lunga deprivazione conduca rapidamente a un precoce invecchiamento. Durante il giorno infatti accumuliamo migliaia d’informazioni che ci colpiscono emotivamente con il loro carico di contraddizioni o conflittualità, accentuando così insicurezze e preoccupazioni.
Funzione del sonno è una sorta di schedatura ed elaborazione di questi dati nonché una specie di riordino della mente sulla base della tensione emozionale dei ricordi. Da qui i sogni che evidenziano, con cadenza regolare, gli avvenimenti che ci hanno maggiormente colpito durante la giornata
In genere si dorme un numero di ore che è tanto maggiore quanto minore è l’età dell’individuo, con una media di 16 ore nei primi 3 giorni di vita sino a circa 6 ore più alcuni sonnellini diurni nelle persone anziane. I bimbi, che come si è appena detto risultano essere molto più dormiglioni degli adulti, hanno comunque forti variazioni individuali, così come del resto le hanno gli uomini “ fatti “.
La ragione di un simile dislivello fra i bisogni di riposo dei bimbi e degli adulti va probabilmente cercata nel fatto che i bimbi durante il giorno incamerano una quantità di dati immensa che devono in qualche modo riordinare e assimilare mentre gli anziani recepiscono meno informazioni nuove e quindi necessitano di un tempo minore per metabolizzarle.
I neonati poi fanno parecchi sonnellini diurni ma a poco a poco diminuiscono il sonno diurno a vantaggio di quello notturno. Sembra poi che in età prescolare i bimbi più intelligenti siano quelli che dormono sino a tardi e questo in quanto lo sforzo prolungato li stanca maggiormente. Con l’età adulta  invece pare non sia più possibile evidenziare nessi fra intelligenza e sonno.
A uomini e donne in buona salute occorrono mediamente venti minuti per addormentarsi, senza contare che in alcuni esperimenti si è scoperto che un adulto ha dai 40 ai 70 cambiamenti di posizione, il cui scopo è di evitare che si formino crampi o comunque dolori articolari vari.
Desmond Morris ( vedi bibliografia ), parla di sonno dislocato : sembra infatti che ci accada come a quegli uccelli che davanti a situazioni sentite come molto pericolose infilano il capo sotto l’ala. Non si spiega altrimenti il fatto che diversi soldati abbiano riferito episodi, accaduti poco prima di partire per missioni, in cui provavano un senso di stanchezza che comunque scompariva non appena cominciava l’azione.
Queste e testimonianze raccolte da vari specialisti fanno concludere che allorquando l’uomo sia sottoposto a forte stress possa sentirsi così affaticato da eseguire malamente i propri compiti. << .. Forse è per questo che, quando una cosa ci annoia o ci infastidisce, diciamo che ne siamo «stanchi». .. >>.

c ) I sogni


In media sognamo ogni 90 minuti e in questi periodi gli occhi hanno bruschi movimenti sotto le palpebre chiuse. Le onde emanate dal cervello poi sono simili a quando si è svegli, il ritmo cardiaco e la pressione sanguigna sono irregolari come se stessimo avendo forti emozioni e consumiamo più ossigeno come se stessimo per agire. Per contro il tono muscolare diventa più basso ed è più difficile svegliarsi. Questa particolare condizione, dove si stabiliscono alcune condizioni fisiologiche affini all’azione e altre da cui se ne è lontanissimi e quindi non si è assolutamente coscienti di quanto accade, è detto “ sonno paradossale “. Se ci si sveglia in questa fase si ricorda benissimo il sogno fatto, se ci si desta poco dopo ne rammentiamo alcuni pezzi altrimenti non ne riteniamo alcun particolare e crediamo di non aver sognato. In realtà quest’ultimo caso succede quando ci si sveglia naturalmente mentre è quando qualcosa ci desta improvvisamente e interrompe il sogno che lo ricordiamo meglio.
Altra questione : il sogno non si forma di botto ma si sviluppa e termina nell’arco di tempo in cui avvengono le condizioni fisiologiche del suo essere.
A quanto pare durante il sogno muoviamo tantissimo gli occhi. In questo lasso di tempo, che viene chiamato fase REM ( Rapid eyes movement), è come se l’occhio seguisse le scene del sogno che viene vissuto come reale.

d ) Riferimenti bibliografici


Giuseppe Maffeis, Guida pratica – Il linguaggio del corpo, Milano 2011, Edizioni Riza S. p. A.
Desmond Morris, L’uomo e i suoi gesti, Milano, V edizione 1987, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.
Desmond Morris, La scimmia nuda, Milano XV Edizione Tascabili Bompiani 2002, RCS Libri S.p.A.



mercoledì 4 ottobre 2017

Il Tipo 5 dell'Enneagramma, detto anche l'Osservatore : decimo pagagrafo

E’ un intellettuale presuntuoso e meditativo


Secondo la Palmer[1] : << .. Staccati dall’emotività e anelanti al contatto, i Cinque dedicano tempo e sforzi enormi per trovare .. >>, attraverso : << .. Uno specifico campo di conoscenze .. >>, il filo mentale che li ricolleghi alla loro umanità. .. >>. Spesso, dice Naranjo[2],  si è in presenza di : << .. Un intellettuale ( come in genere è tendenza di tutti gli introversi ) .. >>. La Palmer[3] è dello stesso avviso e al riguardo rincara:
a ) vede : << .. La sicurezza nel sapere in anticipo le cose .. >>;
b ) sente fortemente il bisogno di prepararsi : << ..  Alla vita .. >>, anche se, adoperando unicamente i suoi : << .. Strumenti cognitivi .. >>, non : << .. Si sente mai abbastanza pronto .. >>;
c ) addolcisce il senso d’isolamento conoscendo : << .. Il funzionamento dell’universo o i comportamenti dell’umanità .. >>.
Altrove Naranjo[4] spiega che il 5 cerca : << .. Una soddisfazione sostitutiva; ad esempio, sostituirà la vita con la lettura. .. >>. Preferisce poi : << .. L’attività di classificazione e di organizzazione .. >>, ed è attratto da ciò che è : << .. Sistematizzazione dell’esperienza. .. >>. Solo che tende : << .. A rimanere nelle astrazioni .. >>, e a informare circa i : << .. Risultati delle proprie percezioni mai il materiale grezzo .. >>.
Da tutto ciò, che è : << .. Collegato con la riservatezza del tipo .. >>, ne consegue che :
a ) << .. L’inibizione dei sentimenti e dell’azione, assieme all’importanza che questo individuo attribuisce alla conoscenza, dà luogo al suo essere un semplice testimone della vita, di cui è un osservatore distaccato anche se acuto .. >>, ed è ciò che lo fa parere più : << ..  Interessato a comprendere la vita che a viverla .. >>;
b ) per Karen Webb[5] i 5 confondono l’obiettività col distacco. Quest’ultimo infatti : << .. E’ un meccanismo di repressione che permette loro di negare il sincero interesse che provano nei confronti di oggetti o persone e la loro stessa avidità. .. >>. L’obiettività invece è : << .. Uno stato di consapevolezza di qualità superiore .. >>, che : << .. Dà adito ai sentimenti di esprimersi, alle esperienze e agli eventi di accadere secondo l’ordine naturale delle cose, .. >>;
c ) per Rohr ed Ebert[6] i 5 diffidano : << .. A trasformare il loro sapere in prassi .. >>, perché : << .. Hanno bisogno della sicurezza di aver veramente colto il quadro d'insieme prima di sentirsi matu­ri per un qualsiasi compito. Ma ciò non avviene mai; e così la loro carne non sfiora mai quella del mondo.  .. >>;
d ) essendo : << .. Acritico .. >>, sostiene Robert J. Nogosek[7], riesco : << ..  A individuare un lato comico in quasi tutte le situazioni. Il mio senso dell’umorismo può rivelarsi in qualsiasi momento. Riesco così a far ridere chi mi sta attorno e ad allentare la tensione. .. >>.
Per la Palmer[8] i 5 sono : << .. Fortemente attratti dai modelli e dai sistemi che spiegano i principi universali d’interazione, riguardanti soprattutto il comportamento umano. Attraverso la padronanza di un sistema ( la matematica, la psicanalisi, o l’enneagramma ), si formano uno schema mentale delle dinamiche dell’interazione, situandosi all’interno del sistema in modo emotivamente distaccato. .. >>.
Secondo Rognoni[9] il 5 ha : << .. La vocazione del detective .. >>, e questo in quanto per lui ogni cosa è : << .. Un indizio di un segreto, di una complicata trama esistenziale da svelare. .. >>. Analizza e cataloga poi pure : << ..  le avversità della propria vita ( malattie, contrattempi, sconfitte professionali, ecc. .. >>, e la cosa non è negativa perché lo aiuta : << .. A ridimensionare i problemi e a superarli. .. >>. Sa comunque : << .. Che la cataloga­zione del reale, di per sé, non garantisce la vera conoscenza. .. >>, e si sforza così : << .. Di arricchire il patrimonio nozionistico accumula­to grazie all'osservazione .. >>, con la lettura accanita e lo studio.
Tant’è vero che, sebbene non sempre svolga : << .. Un’attività di tipo intellettuale .. >>, riuscirà : << .. Sempre a riservare una larga parte del suo tempo alla lettura e allo studio. .. >>. E’ poi portato per la : << .. Matematica .. >>, la : << .. Fisica .. >>, e per la : << .. Filosofia .. >>. E’ pure attratto dalla linguistica perché, quale : << .. Prima forma di razionalizzazione della realtà .. >>, crede : << .. Sia stata inventata per comprendere meglio il reale. .. >>.
Il 5 evita : << .. Frasi fatte o espressioni poco nobili .. >>, parla : << .. In modo appropriato .. >>, e costruisce: << .. Sottili ( e talvolta divertenti ) giochi di parole. .. >>. L’interesse : << .. per la struttura linguistica lo spinge ad apprezzare, in un’opera letteraria, più l’aspetto formale che quello contenutistico. .. >>.
In amore : << .. Preferisce studiare l’oggetto del suo interesse con calma .. >>, piuttosto che : << .. Gettarsi a capofitto in una realtà che ancora non ha approfondito .. >>, e solo se la controparte : << .. Dimostra una certa affinità di gusti e di carattere, il tipo cinque si decide a creare un rapporto stabile .. >>, e a offrire : << .. Lealtà e affetto. .. >>.
Il 5, dice la Fumagalli[10], allenato fin da piccolo a : << .. Raccogliere una consistente quantità di dati .. >>, e a : << .. Costruire “ sistemi logici “ che funzionano perfettamente .. >>, si sente tranquillo solo : << .. Quando ha la sensazione di poter padroneggiare un argomento e di possedere il “ sapere “. .. >>.
Allorquando però raggiunge una tale sicurezza può : << .. Essere, insopportabilmente presuntuoso .. >>. La presuntuosità poi, affermano Baron e Wagele[11], gli rende difficile accettare di : << .. Vedere persone socialmente abili ma tecnicamente e intellettualmente mediocri, riuscire meglio. .. >>.
Helen Palmer[12] spiega che : << .. L’isolamento psichico .. >>, del 5 non è attuato solamente : << .. Ritirandosi nella privacy o innalzando muri emotivi .. >>, ma anche staccandosi : << .. Dai sentimenti per osservare .. >>, cosa che produce l’esperienza : << .. Che i meditanti conoscono come separazione tra l'oggetto dell'attenzione e l'osservatore interno. .. >>.
Situazioni stressanti come : << .. Ad esempio una persona invasiva o una forte pulsione sessuale .. >>, lo spingono : << .. A diven­tare osservatore .. >>, ovvero : << .. A separare l'attenzione dall'emozione provata nel momento. .. >>. Se non si comportasse in questo modo infatti, perderebbe : << .. La sua difesa, che consiste nel mantenere la mente e le emozioni separate .. >>, e : << .. Diverrebbe vulnerabile all'invasione altrui e alla consapevolezza dei propri desideri. .. >>.
E’ facendo così che : << .. Alcuni Cinque affermano di scendere in profondità dentro se stessi, in un punto dove non vi sono più emozioni. Altri dicono di prendere le distanze nascondendosi come dietro un muro o uno specchio unidireziona­le, oppure di spostare l'attenzione su un punto sicuro appena al di fuori dell'interazione in atto. Da questa posizione strategica possono osservare quello che accade senza farsi coinvolgere emotivamente .. >>.
Tutto questo non fa che predisporlo alla meditazione ( a esempio la : << .. Vipassana e lo zen .. >> ), dove è favorito il distacco e : << .. L'osservazione interiore che lascia andare i pensieri e le altre intrusioni nel vuoto mentale. .. >>. Solo che spesso il 5 : << .. Usa la meditazione per diventare sempre più immune alle emozioni .. >>, invece che : << .. Per diventare più consapevole di ciò che sente. .. >>.
Affinché il 5 dunque possa arricchire la personalità deve, allorquando si trovi : << ..  In uno stato mentale distaccato .. >>, lasciar : << .. Emergere sentimenti e impressioni .. >>. Non deve sentirsi minacciato : << .. Di cadere preda delle emozioni, nel senso di non riuscire più a lasciarle andare. .. >>.
Non è un caso che l’autrice ricordi che : << .. Il Buddha passò attraverso molti eventi della vita ordinaria prima di sedersi e comprendere la naturale va­cuità della mente. E’ vero che insegnava il distacco ma solo dopo aver gustato a piene mani la gioia e il dolore, solo dopo aver saziato i desideri fondamentali .. >>.
Secondo Naranjo[13] : << .. Ogni tratto della patologia caratteriale è una deformazione caricaturale di una qualità sana e come nell'Uno l'apprezzamento della perfezione di­venta perfezionismo e nel Due la libertà diventa ostinazione e licenziosità, nel Cinque troviamo un distacco nevrotico al posto di un vero non attacca­mento spirituale.
L'induismo, e le tradizioni orientali in genere, sono percorse dall'ideale del non attaccamento. Nella Bhagavad Gita viene descritto come " equani­mità di fronte al piacere e al dolore ". Ciò non significa che non ci sia piace­re, ma che c'è un centro che non oscilla assieme alle polarità dell'esperien­za : qualcosa di indeformabile, una stabilità della mente che consente all'e­sperienza di essere quello che è. Al contrario il non attaccamento nevroti­co, che culmina nel tipo Cinque, è una perdita di contatto. Non è vero non attaccamento, ma un evitamento del contatto e un fortissimo attaccamento ai propri stati interiori, e quindi un'intolleranza per le esperienze che po­trebbero prodursi attraverso il contatto.
È facile capire che il non attaccamento si adatta molto bene all'atteggia­mento scientifico, che richiede un'assenza di preconcetti; e poiché il Cinque accumula conoscenza, l'associazione tra questo tipo e le professioni scientifi­che va di pari passo con l'associazione tra il Quattro e l'amore per l'estetica. .. >>






[1] Helen Palmer, L’Enneagramma, Roma 1996, Astrolabio
[2] Claudio Naranjo, Carattere e nevrosi, Roma 1996, Astrolabio
[3] Helen Palmer, L’Enneagramma, Roma 1996, Astrolabio
[4] Claudio Naranjo, Carattere e nevrosi, Roma 1996, Astrolabio
[5] Karen Webb, I principi dell’ Enneagramma, Milano 1998, Gruppo Editoriale Armenia
[6] Richard Rohr e Andreas Ebert, Scoprire l’Enneagramma, Cinisello Balsamo 1993, San Paolo Edizioni
[7] Robert  J. Nogosek, Verso una nuova vita, Cinisello Balsamo 1997, San Paolo Edizioni
[8] Helen Palmer, L’Enneagramma, Roma 1996, Astrolabio
[9] Andrea Rognoni, L’Enneagramma, Milano 1997, De Vecchi
[10] Teresa Fumagalli, Enneagramma in pratica, Colognola ai Colli 1998, Demetra
[11] Renee Baron ed Elizabeth Wagele, L’Enneagramma facile facile, Cinisello Balsamo 1996, San Paolo Edizioni
[12] Helen Palmer, L’Enneagramma, Roma 1996, Astrolabio
[13] Claudio Naranjo, Gli Enneatipi in psicoterapia, Roma 2003, Casa Editrice Astrolabio – Ubaldini Editore

mercoledì 20 settembre 2017

Il Tipo 5 dell'Enneagramma, detto anche l'Osservatore : nono paragrafo

E’ insensibile ai bisogni altrui, rinvia l’azione e prova un forte senso di vuoto


Secondo Naranjo[1] il trattenere nel senso più generico del termine comporta, oltre all’avarizia vera e propria del 5 : << .. Caratteristiche quali la mancanza di generosità in fatto di denaro, la mancanza di energia e di tempo e anche una certa malvagità con la sua implicazione d’insensibilità ai bisogni altrui .. >>.
Tipico del “ trattenersi “ è anche : << .. Un aggrapparsi ai contenuti della mente, come a voler elaborare o spremere fino all’ultima goccia il senso delle cose : una caratteristica che si traduce in un  tipico muoversi a sbalzi della funzione mentale, una forma sottile di rigidità che milita contro l’apertura dell’individuo agli stimoli dell’ambiente e a quanto emerge di volta in volta. .. >>.
Del resto è proprio perché il 5 si “ trattiene “ e quindi non ha, né energie, né è generoso, che : << .. Esprime la sua preferenza all’autosufficienza che fa affidamento sulle proprie risorse .. >>. Scelta che è :  << .. Conseguenza di una visione pessimistica .. >>, della vita dove egli dispera : << .. Di ricevere cure e protezione e di avere la forza di chiedere o prendere ciò di cui si ha bisogno .. >> ).
Secondo Naranjo[2] è tipico del 5  rinviare l’azione e questo in quanto :
a ) << .. L’azione richiede un entusiasmo .. >>, che il 5 non ha visto che reprime l’insorgere dei sentimenti;
b ) << .. Agire significa mostrare in qualche modo il proprio sé al mondo .. >>, e questo è inconcepibile per l’avaro, che vuole invece tenerlo nascosto ( tant’è vero che : << .. Inibirà anche la propria attività e, anziché sviluppare una gestualità e un’iniziativa spontanee, strutturerà un controllo eccessivo .. >> );
c )  << .. Il desiderio di fare si abbassa .. >>, quando il desiderio di entrare in rapporto con gli altri è scarso .. >>;
d ) visto : << .. Che il tipo Cinque percepisce i bisogni .. >>, propri e : << .. Altrui come vincolanti .. >>, evita l’azione ( chiusura passivo-aggressiva ), in quanto desidera : << .. Sabotare le richieste proprie e degli altri. .. >>.
L’autore parla dell’esistenza  di una negatività nel 5 che si manifesta quando : << .. Qualsiasi cosa l’individuo scelga di fare per un desiderio autentico, una volta assunta la forma di  progetto,  rischia di diventare un “ dovrei “, da cui traspare la perdita di motivazione dovuta a una ribellione interna. .. >>.
Rohr ed Ebert[3], dicono che : << .. L'esperienza primaria di molti cinque è stata una sorta di vuoto. .. >>. Alcuni, proseguono gli autori,  hanno : << .. “ Saputo “ fin da quando si trovavano nel ventre materno .. >>, di non essere desiderati. Ci sono 5 invece : << .. Che hanno avuto dei genitori psichicamente o fisicamente invadenti o che so­no cresciuti in ambienti molto ristretti. Il loro mondo inte­riore era l'unico luogo libero nel quale si potevano muovere indisturbati. Alcuni hanno vissuto ciò che apparentemente è il contrario : hanno ricevuto poca tenerezza e accoglienza da piccoli. Così le loro stesse capacità di esprimere sentimenti o di manifestarli fisicamente sono rimaste poco sviluppate. Sentono in sé un vuoto abissale. La mancanza di sicurezza, la sensazione di essere senza patria e la solitudine possono condurre il tipo cinque a rintanarsi in se stesso come un ani­male che in pericolo di vita si finge morto.
Da qui il raccogliere ciò : << .. Che possono nella speranza di riempire il vuoto interiore. ( .. ) La passione collezionistica del cinque si dirige spesso su pensieri, idee, sapere, silenzio e spazio. Ma ci sono anche dei cinque la cui mania di possesso si è realizzata e che pos­sono accatastare le cose più curiose : libri, francobolli, tappi di bottiglia, vecchi giornali, resti di stoffa, tappi di tubetti di dentifricio, confezioni del latte. .. >>.
Secondo Naranjo[4] l’esperienza del 5 : << .. E’ impoverita .. >>, a causa del : << .. Senso di sterilità, di svuotamento e di assenza di significato .. >>, che accompagna l’evitamento : << .. Di rapporti, di sentimenti e di fare. .. >>. Da ciò il suo compensare : << .. L’impoverimento del sentimento e della vita attiva ricorrendo alla vita intellettuale. .. >>, ( << .. “ Insufficienza ontica “ .. >> ).
Il sentirsi svuotato, affermano Beesing, Nogosek e O’Leary[5], stimola il 5 a cercare di capire tutto : << .. Prescindendo dal fatto che venga o no tra­smesso agli altri. .. >>. Dunque : << .. Accumulano e conservano gelosamente le loro fonti di conoscenza. .. >>; cosa che per altro, affermano i Chabreuil[6],  lo rende pure un buon ascoltatore perché : << .. Pensa di non conoscere a fondo il tema che viene affrontato e teme di fare la figura dell'ignorante ( che per lui è sinonimo di imbecille ) .. >>.





[1] Claudio Naranjo, Carattere e nevrosi, Roma 1996, Astrolabio
[2] Claudio Naranjo, Carattere e nevrosi, Roma 1996, Astrolabio
[3] Richard Rohr e Andreas Ebert, Scoprire l’Enneagramma, Cinisello Balsamo 1993, San Paolo Edizioni
[4] Claudio Naranjo, Carattere e nevrosi, Roma 1996, Astrolabio
[5] Maria Beesing – Robert J. Nogosek - Patrick H. O’ Leary, L’Enneagramma, Cinisello Balsamo 1996, San Paolo Edizioni
[6] Fabien e Patricia Chabreuil, L’Enneagramma, Como 1997, RED edizioni

sabato 2 settembre 2017

Propositi .. buoni


Per una vita positiva



Auspico che lo studio e la riflessione forniscano la bussola per guidare l’azione verso un comportamento saggio : ovvero volto alla consapevolezza di se stessi, delle necessità degli altri e delle cose del mondo.

So tuttavia che ciò non basta per avere una buona valutazione di ciò che ci circonda e accade e dunque sia costante la ricerca della forza e della salute, senza le quali nessun proponimento può tradursi in pratica.

Siano perciò di aiuto in questo “ viaggio “, sia per rinforzare il fisico, sia per aumentare l’autocontrollo,  anche il lavoro manuale e lo yoga.

E’ solo così che si acquisirà la tenacia, ovvero l’altro grande ingrediente che assieme  allo studio, alla forza e alla salute consentirà di affinare le virtù che si desidera raggiungere, sempre che si abbia le idee chiare di cosa s’intende per esse e siano la vera meta del nostro cuore.

Nel mio caso appunto è sempre stata la saggezza a colpirmi, forse proprio perché mi sentivo alla mercé del mondo e anche adesso che sono passati molti anni da allora e non sono più un ragazzino timido e spaventato, credo non vi sia cosa più grande che vivere da uomo le proprie paure e sforzarsi di superarle, nella piena consapevolezza che questo è il limite e al tempo stesso la forza che ci governa.

E se sono queste le leggi che ci muovono non c’è scopo più grande e positivo che cercare di fare meglio : meglio di ieri, meglio di oggi e meglio di domani, senza pretendere di cambiare solo quando anche il vicino l’avrà capita, perché ognuno è fatto a modo suo e se aspettiamo che gli altri si sveglino non faremo mai nulla.

Il mondo invero è fatto da una miriade di cose diverse e qui sta la sua bellezza e la sua durezza. Non puoi chiedere a una pianta o a un leone che facciano a modo tuo. Devi solo ammetterlo e conoscerli meglio che puoi per poterci convivere assieme il più fruttuosamente possibile.

Con il prossimo non è poi tanto diverso : devi conoscere te stesso per avere una pietra di paragone che ti consenta di poter valutare ciò che ti circonda e aiutarti a capire sempre meglio chi è con te, rispettandolo perché anche chi ti è accanto soffre, odia e ama e come te ha speranze di un futuro migliore. Al tempo stesso però devi sapertene difendere quando sia ostile e cerchi di eliminarti. Tutto sta a capire quando è giusto compatirlo o quando costituisca un pericolo.

Non ha senso infatti inimicarti il prossimo perché hai sbagliato a giudicarlo. Così facendo non farai altro che precluderti un prezioso amico che ti aiuterà quand’è il momento e ti rassicurerà quando sarà il caso. Del resto devi rassegnarti alla forza solo quando non se ne può fare a meno e questo perché da che mondo è mondo i conflitti bruciano risorse e abbrutiscono le persone. Il che significa guai per tutti.

Anche questa è saggezza, spicciola ma sempre saggezza. Eppoi perché spicciola! La vita in fondo non è che questo : un insieme finito e ripetitivo di piccoli atti quotidiani.

                                                                                               

                                                                                  Passalacqua Danilo






martedì 15 agosto 2017

Il Tipo 5 dell'Enneagramma, detto anche l'Osservatore : ottavo paragrafo

E’ avaro, quindi è incapace di dare ed è indifferente nei confronti della ricchezza


<< .. Se la rabbia esprime il desiderio in modo prepotente .. >>, spiega Naranjo[1], l’avarizia : << .. Lo manifesta solo attraverso la capacità di trattenersi. E’ un trattenersi contrassegnato dalla paura, dietro cui si nasconde la fantasia che lasciarsi andare significherebbe uno svuotamento catastrofico. .. >>. Essendosi infatti : << .. Rassegnato a non ottenere amore e a non stringere rapporti con gli altri .. >>, il 5 : << .. Si aggrappa a se stesso in maniera compensatoria .. >>, e spesso ( ma non necessariamente ), al : << .. Possesso delle cose. .. >>.
Ciò significa anche che ha una : << .. Sensazione di minaccia molto più generalizzata alla propria vita interiore e anche un’economia del minimo sforzo e del massimo risparmio di risorse. .. >>. Qui : << .. L’isolamento e l’autocontrollo non sono diversi da quelli che caratterizzano la rabbia tuttavia sono accompagnati da una sorta di pietrificazione .. >>, ovvero : << .. Un aggrapparsi al presente senza concedere niente al futuro che si apre davanti. .. >>.
L’avarizia poi : << .. Il più delle volte è inconscia mentre a livello cosciente essi avvertono come proibito ogni gesto di possesso e di definizione dei confini. .. >>. L’avaro poi, più : << ..  Che criticare il mondo esterno coltiva il perfezionismo dentro di sé. .. >>, cosa questa che lo spinge, afferma la Palmer[2], a dare importanza al denaro solo per la : << .. Privacy .. >>, e : << .. L'indi­pendenza che ne derivano .. >>, nonché per il : << .. Tempo libero per studiare e seguire gli interessi personali. .. >>.
Il 5 benestante, prosegue l’autrice, è parco come quello povero. Entrambi infatti : << .. Provano un senso di penuria, un senso di vuoto come se niente fosse di reale nutrimento e si potesse fare a meno di tutto. .. >>. Solo che il 5 : << .. Con pochi libri preziosi e una brandina non è consapevole del rifiuto a mettere le proprie energie al servizio degli altri o di impegnarsi per guadagnare qualcosa in più. .. >>.
Sebbene il 5 sopprima i bisogni e quindi non necessiti di cose, è avaro perché il suo distacco : << .. Si fonda sull'avversione alla possibilità di percepire i propri desideri e non su un reale senso di pienezza. .. >>. Gli appetiti disattesi dunque continuano a “ chiedere la loro parte “ e i 5 ne mitigano la pressione tenendo con forza ciò che hanno. Costoro infatti non hanno deciso di fare a meno delle cose in quanto stufi della loro sovrabbondanza ma perché temono che lasciandosi andare : << .. Perdano il poco che hanno .. >>, e quindi l’indipendenza.
<< .. Il bisogno di non farsi coinvolgere, di non associarsi e di non veni­re costretto può convincere i Cinque della loro superiorità perché posso­no fare a meno ma certo non può dargli la soddisfazione di ottenere ciò che si desidera. Il vero distacco richiede il contatto con tutta la sfera emotiva, consentendo a qualunque impressione di emergere nella consa­pevolezza prima di lasciarla andare. .. >>.
Visto quindi che è come se la sua autonomia : << .. Dipendesse dalla capacità di dirsi “ posso farne a meno “ .. >>, il desiderare una cosa intensifica : << .. La sua penuria interiore. .. >>.
Secondo Naranjo[3] : << .. L’evitare di dare nel futuro .. >>, non evita al 5 solo d’impoverirsi ma rappresenta pure : << .. Un misto di avarizia e di ipersensibilità alla sensazione d’essere sommersi. .. >>. Ciò consente : << .. Di essere completamente liberi, non vincolati non ostacolati .. >>, e quindi soddisfa l’intenso : << .. Bisogno di autonomia del 5 .. >>. Indipendenza che si difende anche premunendosi per il futuro : << .. Contro la possibilità di rimanere privi del necessario .. >>, e che fa si che quella del 5 non sia solo gretta avarizia.
Secondo la Palmer[4] i 5, che avendo  rinunciato all’amore del prossimo vogliono essere indipendenti e che se sono in difficoltà riducono i bisogni, non sono : << .. Attratti dalle ricchezze o dalle cose materiali .. >>. Tesaurizzano la ricchezza dunque : << .. Per l’indipendenza che può dare, continuando a mantenere per altro il loro modesto tenore di vita. Se appartengono a classi povere non metteranno il loro lavoro al servizio di altri per accumulare denaro. Tutto il tempo e gli sforzi sa­ranno dedicati allo studio e a coltivare gli interessi privati. .. >>.





[1] Claudio Naranjo, Carattere e nevrosi, Roma 1996, Astrolabio
[2] Helen Palmer, L’Enneagramma, Roma 1996, Astrolabio
[3] Claudio Naranjo, Carattere e nevrosi, Roma 1996, Astrolabio
[4] Helen Palmer, L’Enneagramma, Roma 1996, Astrolabio

mercoledì 2 agosto 2017

Finanza italiana

v  L’Italia fallirà?

Dal primo gennaio 2018 la BCE ( Banca Centrale Europea ), sempre che non vi siano cambiamenti di programma, ridurrà di 10 miliardi al mese l’acquisto di Titoli di Stato europei ( oggi il tetto massimo è di 60 miliardi al mese ), e questo sino a maggio 2018 quando smetterà del tutto di acquistarne. Ciò fatto rialzerà il costo del denaro. A quel punto l’Italia, che tra l’altro si troverà con un debito pubblico aumentato ( circa 2400 miliardi di euro ), dovrà rimborsare i Titoli di Stato in scadenza emettendone di nuovi e a saggi d’interesse appetitosi. In questo modo il debito salirà, gl’investitori arricceranno il naso poiché il pericolo che l’Italia fallisca diverrà sempre più consistente e il Governo non avrà altro scampo se non quello di ridurre il debito tagliando il bilancio e aumentando le tasse. E’ tuttavia difficile che riesca in breve tempo a rientrare nei parametri di deficit stabiliti dai trattati europei e a quel punto rischierà il default come l’Argentina e la Grecia.
Nonostante dunque il Governo e i media cerchino di non spaventare la gente dando informazioni rassicuranti circa lo “ stato di salute “ della Nazione questa è tutt’altro che buona ed è quindi probabile che in un prossimo futuro si debba tirare la cinghia in tutti i modi possibili, vuoi in quanto il Governo aumenti le tasse e diminuisca la spesa pubblica come già accennato sopra, vuoi perché riduca il debito contratto con BTP, CCT E BOT decretando per legge la cessazione del pagamento degli interessi degli stessi.
Non solo, onde salvarsi in qualche maniera potrebbe anche allungare le scadenze dei titoli già in circolazione in modo tale da essere costretto a rimborsarli il più tardi possibile. Lo potrebbe fare costringendo i proprietari di Titoli di Stato fruttuosi a convertirli con altri emessi ad hoc che abbiano scadenze più lunghe e saggi d’interesse praticamente nulli come hanno fatto l’Argentina nel 2005 e la Grecia nel 2012.
Se sarà così molti piccoli risparmiatori, che da anni confidano nella rendita garantita da vecchi e buoni BTp saranno praticamente rovinati.
Come mettersi ai ripari? Altroconsumo Finanza numero 1231 del 18 luglio 2017 e numero 1232 del 25 luglio 2017 , da cui ho tratto le presenti informazioni, parlano di vendere al più presto i Titoli di Stato onde evitare di doverlo fare più tardi quando il loro prezzo diminuirà magari del 40-50%, e acquistare obbligazioni di emittenti pubblici  ( BEI ) che abbiano un migliore rating, ovvero la cui solvenza sia considerata sicura. Storicamente Obbligazioni del genere danno interessi molto bassi ma almeno è possibile considerare il capitale al sicuro.
Ma basterà una simile mossa? O saremo rovinati lo stesso magari  dal crollo delle banche che sono piene di Titoli di Stato oppure dalla conseguente impennata del costo della vita? Sarà forse meglio seguire i consigli dei vecchi che consigliavano di nascondere i soldi nel materasso o sarà egualmente inutile? O forse sarà meglio emigrare in qualche posto più sicuro ( ma quale? ), o spararsi un colpo in bocca?
Troppo pessimista? E’ probabile .. ma non si sa mai!