Perché l'uso del concetto di Paideia e di Cultura a 360°

Perché l'uso del concetto di Paideia e di cultura a 360°

Dall'iniziale esaltazione dell'aretè, ovvero il culto del coraggio, della valenza fisica e dell'astuzia, gli uomini di cultura e i politici greci vennero man mano delineando una più complessa idea di uomo valente. Costui infatti, accanto al coltivare l'àristoi, ossia l'essere prode, doveva curare : << .. Il padroneggiamento della parola ( .. ) qual segno della sovranità della mente .. >>, ( Werner Jaeger, Paideia, Milano II Edizione Bompiani Pensiero Occidentale 2011, RCS Libri S. p. A. ). E' così che il concetto greco di Paideia prese la sua forma definitiva.

Da allora sono passati più di 2000 anni ma la bellezza e il fascino della visione di come quei " grandi " ritenevano dovesse essere l'uomo ideale non solo non è sorpassata ma, stante la decadenza della nostra Società, è quanto mai attuale.

Ed egualmente fondamentale, oggi come allora è la determinazione delle qualità, virtù ed abilità che il soggetto d'elite debba aver maturato. Doti e nozioni che a mio parere possono rilevarsi soltanto cominciando a pubblicizzare e studiare quanto di meglio i ricercatori scientifici e i nostri " geni " abbiano scoperto nei loro studi attorno all'uomo e alla società.

.. Quanto al resto .. E' solo ciccia! ..

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giovedì 5 luglio 2018

Cambierà mai l'uomo?





<< Ma credete che le cose non cambieranno mai? >>, domandò Massimiliano.
<< Morto un papa, se n'è sempre fatto un altro >>, gli rispose Berardo. << Questo si sa >>.
<< Chi ha rubato, continua a rubare; chi ha digiunato, continua a digiunare >>, disse Gia­cinto. << Questo è risaputo >>.
<< Ma credete proprio che le cose non cambieranno mai? >>, ripete Massimiliano.
<< Ah, vorrei vedere i cani belare, le pecore abbaiare >>, gli rispose Giacinto.

Da : " UNA MANCIATA DI MORE " di  IGNAZIO SILONE


sabato 2 settembre 2017

Propositi .. buoni


Per una vita positiva



Auspico che lo studio e la riflessione forniscano la bussola per guidare l’azione verso un comportamento saggio : ovvero volto alla consapevolezza di se stessi, delle necessità degli altri e delle cose del mondo.

So tuttavia che ciò non basta per avere una buona valutazione di ciò che ci circonda e accade e dunque sia costante la ricerca della forza e della salute, senza le quali nessun proponimento può tradursi in pratica.

Siano perciò di aiuto in questo “ viaggio “, sia per rinforzare il fisico, sia per aumentare l’autocontrollo,  anche il lavoro manuale e lo yoga.

E’ solo così che si acquisirà la tenacia, ovvero l’altro grande ingrediente che assieme  allo studio, alla forza e alla salute consentirà di affinare le virtù che si desidera raggiungere, sempre che si abbia le idee chiare di cosa s’intende per esse e siano la vera meta del nostro cuore.

Nel mio caso appunto è sempre stata la saggezza a colpirmi, forse proprio perché mi sentivo alla mercé del mondo e anche adesso che sono passati molti anni da allora e non sono più un ragazzino timido e spaventato, credo non vi sia cosa più grande che vivere da uomo le proprie paure e sforzarsi di superarle, nella piena consapevolezza che questo è il limite e al tempo stesso la forza che ci governa.

E se sono queste le leggi che ci muovono non c’è scopo più grande e positivo che cercare di fare meglio : meglio di ieri, meglio di oggi e meglio di domani, senza pretendere di cambiare solo quando anche il vicino l’avrà capita, perché ognuno è fatto a modo suo e se aspettiamo che gli altri si sveglino non faremo mai nulla.

Il mondo invero è fatto da una miriade di cose diverse e qui sta la sua bellezza e la sua durezza. Non puoi chiedere a una pianta o a un leone che facciano a modo tuo. Devi solo ammetterlo e conoscerli meglio che puoi per poterci convivere assieme il più fruttuosamente possibile.

Con il prossimo non è poi tanto diverso : devi conoscere te stesso per avere una pietra di paragone che ti consenta di poter valutare ciò che ti circonda e aiutarti a capire sempre meglio chi è con te, rispettandolo perché anche chi ti è accanto soffre, odia e ama e come te ha speranze di un futuro migliore. Al tempo stesso però devi sapertene difendere quando sia ostile e cerchi di eliminarti. Tutto sta a capire quando è giusto compatirlo o quando costituisca un pericolo.

Non ha senso infatti inimicarti il prossimo perché hai sbagliato a giudicarlo. Così facendo non farai altro che precluderti un prezioso amico che ti aiuterà quand’è il momento e ti rassicurerà quando sarà il caso. Del resto devi rassegnarti alla forza solo quando non se ne può fare a meno e questo perché da che mondo è mondo i conflitti bruciano risorse e abbrutiscono le persone. Il che significa guai per tutti.

Anche questa è saggezza, spicciola ma sempre saggezza. Eppoi perché spicciola! La vita in fondo non è che questo : un insieme finito e ripetitivo di piccoli atti quotidiani.

                                                                                               

                                                                                  Passalacqua Danilo






domenica 28 giugno 2015

Hemingway si spara per sbaglio nel 1935

Hemingway si spara per sbaglio nel 1935

Il cervello del vostro corrispondente si è concentrato sugli spari e trova ispirazione a offrirvi queste informazioni nel fatto che si è da poco sparato a entrambi i polpacci Questa manovra, piuttosto difficile da eseguire con un'unica pallottola, non è stata intrapresa per compiere un esperimento balistico, ma è stata decisamente casuale. II vostro corrispondente ha ricevuto una volta critiche, in una lettera di questa rivista, perché non è un viaggiatore sufficientemente disinvolto. Cercando di diventare più disinvolto, egli ha finito per spararsi a entrambe le gambe con una mano, mentre con l'altra fiocinava uno squalo. Questo è il massimo cui sia disposto ad arrivare per accontentare un lettore. Se il lettore vuole abbatterlo fracassandogli un osso importante, o freddarlo con un colpo ben diretto al cervello, o guardarlo mentre corre verso la ghiacciaia con una pallottola in cuore, dovrà sparare lui.


Da : " FERITO DI NUOVO : LETTERE DALLA CORRENTE DEL GOLFO "  di  ERNEST HEMINGWAY. Dall’ “ ESQUIRE “ del 06 1935

domenica 21 giugno 2015

Barzelletta per adulti

Barzelletta per adulti


Barzelletta da Modit : << Signorina, quanto costa fare l'amore con lei? >>, << un milione >>,  << Oh la vacca, così tanto? E un pompino? >>, << Mezzo milione >>, << Ma è cara da matti! E una sega? >>,  << Una sega due milioni >>,  << due milioni una sega? >>,  << Eh, ma è fatta a mano, sa? >>



Da : “ SODOMIE IN  CORPO 11 “ di  ALDO BUSI

sabato 13 giugno 2015

Medio Oriente

Damasco, la capitale della Siria


Posta come una pietra miliare sull'asse  storico che  collega i1 Cairo a Bagdad, Damasco, la  capitale della Siria, era l'epicentro  tradizionale  delle molteplici  esplosioni  che avevano  scosso il mondo arabo. Miracolo della vegetazione sorta dal deserto, ispirava tanta venerazione che, secondo  la  leggenda, il Profeta, vedendola, le aveva voltato  le spalle dicendo che : << Non si  può entrare due  volte  in  Paradiso >>.

Da : “ GERUSALEMME “ di DOMINIQUE LAPIERRE e LARRY COLLINS


Ah, l'amour!

Sull’amore assoluto bramato dalla Fallaci


No, l'amore fisico è  assai più di un mezzo per continuare la  specie. E' un mezzo per parlare, comunicare,  farsi compagnia. E' un discorso fatto con la pelle anzi­ché  con le parole.  E finché dura,  niente  strappa alla solitudine quanto  la  sua ma­terialità. Niente riempie e arricchisce quanto la  sua tangibilità. Però è  anche la più potente droga che  esista,   la più grossa fabbrica d'illusioni e di  equivoci che la natura ci abbia fornito.  La droga appunto dell'oblio.  L'illusione  che l'o­blio duri per  sempre. L'equivoco di venir amati  con  l'anima da  chi ci ama esclusi­vamente col corpo, da chi per egoismo o paura rifiuta le assolutezze dell'amore, preferisce  il falso succedaneo dell'amicizia. Il  tuo caso.  In  che modo me ne sono accorta?     ( .. )  Con  le parole ci siamo detti assai poco  io e te. Col corpo invece ci  siamo detti molto, ed io non  ho perso una  sillaba di ciò che dicevi.  Il nostro non è  che un  contatto epidermico,  dicevi un  esercizio di  sesso,  un'appagan­te ginnastica,  un dialogo fra  sordomuti. Non mi basta,  dicevi, preferisco l'amici­zia.  Peccato  che tu non  abbia udito neanche una  sillaba di  ciò  che dicevo. L'a­micizia non  può rimpiazzare l’amore, dicevo. L'amicizia è un ripiego effimero,  ar­tificioso  e  spesso menzognero. Non  aspettarti mai dall'amicizia i miracoli che l'amore produce, gli amici non possono  sostituire l'amore. Non possono  strappare alla solitudine,   riempire  il  vuoto, offrire quel  tipo di compagnia. Hanno  la propria vita, gli amici, i propri amori. Sono un'entità indipendente, estranea, una presenza transitoria e soprattutto priva di obblighi. Riescono a  essere amici dei tuoi ne­mici, gli amici. Vanno e vengono quando gli pare o gli serve, e  si dimenticano fa­cilmente di  te : non  te ne  sei accorto?  Oh, andando promettono montagne. Magari  in buona fede.  “ Conta  su di me “,  “ rivolgiti a me “, “ chiama me “. Però  se li chiami, nella maggior parte dei casi non li trovi. Se li trovi, hanno qualche impegno inderogabile e non vengono. Se vengono, al posto delle montagne ti portano una mancia­ta di ghiaia : gli avanzi, le briciole di sé  stessi. E tu fai la medesima cosa con loro.No, a me non basta l'amicizia. Io ho bisogno d'amore. Ho bisogno di amare e d'essere amata con gli obblighi dell'amore, le scomodità dell'amore, le assolu­tezze e le tirannie dell'amore :  l'amore del   corpo  e dell'anima. 
Da :  " INSCIALLAH "  di  ORIANA FALLACI


mercoledì 10 giugno 2015

Grande Italia?

L'Italia secondo Montanelli

<< .. L'Italia é allergica al dramma e per esso nessuno é disposto a uccidere e tanto meno a morire. Dolcemente, in stato di anestesia, torneremo a essere quella " terra di morti, abitata da un pulviscolo umano ", che Montaigne aveva descritto tre secoli or sono. O forse no : rimarremo quello che siamo : un conglomerato impegnato a discutere, con grandi parole, di grandi riforme a copertura di piccoli giochi di potere e d'interesse. .. >>.


Indro Montanelli, pubblicato ne : " IL MATTINO " del 9 dicembre 1997